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Quando si scrive, si scrive di qualcosa. In genere le prime esperienze con la scrittura implicano la descrizione di stati emotivi derivanti da tristi situazioni autobiografiche. In altre parole, una serie di pipponi sulle motivazioni profonde che lo spingono a preferire quella bionda tettona a noi. Finiamola. Cominciamo a scrivere davvero. Un esercizio utile è partire da un oggetto. Partiamo da un oggetto e costruiamoci una storiella attorno. Si può anche semplicemente provare a descriverlo: quello che gli accade intorno verrà da sé.
Divieto d’accesso Come si arriva al paese lo sanno tutti. Si esce dalla nazionale appena si supera il cimitero e si prosegue dritto fino a che non si vedono un gruppo di case e quella è Tracoccia, anzi è Tracoccìa come la chiamano gli abitanti nella loro lingua lamentosa. C’è un’altra strada però che sale in mezzo agli ulivi: è vecchia e sterrata e non ci passa nessuno. E’ la strada di riserva, quella che si farebbe per evitare il traffico se il traffico fosse un problema a Tracoccìa. Ma i problemi nel paese non hanno a che fare con le macchine: arrivano in inverno col freddo, la neve e il vento forte che qui non manca mai e abbatte le antenne delle televisioni e la luce va via all’improvviso, così la gente il giorno dopo esce, arriva in piazza, si lamenta delle stesse cose di cui si è sempre lamentata, scuotendo la testa e ribadendo che, forse sarà un’impressione, ma ogni anno è sempre peggio. E ogni anno è, sempre peggio. Gino non sta più dietro al bancone della farmacia; c’è sua figlia Rosa che si è anche laureata aspettando un marito che tanto non arriva, è impossibile, con quel padre catarroso sulle spalle che urla dalla camera da letto. Da fuori le urla del vecchio non si sentono e infatti fuori si metteva Massimo il figlio del sindaco, sulla moto.Quando capitava Rosa usciva e gli chiedeva: “Che fai?” E lui. “Niente. Giro.” E girava. Massimo lo conosceva da quando erano piccoli e lo vedeva che andava a fare la vendemmia con gli uomini del padre e ci aveva sperato qualche volta anche se a lui piacevano le ragazze di città che il padre non lo vedevano mai e semmai ci stavano loro sulle sue spalle. Il sindaco gli aveva trovato un posto fisso in una fabbrica, non lontano, tornava a casa tutte le sere. Una sera non era tornato e quella settimana il sindaco era andato in farmacia a comprare i calmanti per la moglie. Rosa gliel’aveva chiesto di Massimo, era un po’ che non lo vedeva e il sindaco aveva detto: “S’è trasferito.” Dalla strada sterrata però erano arrivati i carabinieri fino a casa sua, li avevano visti tutti. Così Massimo non era più tornato e l’anno dopo, per farsi aiutare con la vendemmia, il sindaco aveva chiamato un aiutante da fuori. Adesso la moglie del sindaco s’è ripresa, con l’aiutante, è andata via con lui portandosi dietro tutti gli ori e pure il cane. Il sindaco ha fatto mettere il segnale in fondo alla discesa e così adesso dalla strada sterrata non si sale più, si scende soltanto. Come se le cose cattive al paese non ci potessero salire solo perché il sindaco gli ha bloccato la strada. Aggiungi ai preferiti (328) | Copia sul tuo sito
1. Più sintetico di un LSD Scritto da
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, il 19-10-2007 12:37 Complimenti... Aspetto il prossimo intervento...  |
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